Articoli marcati con tag ‘scuola’

L’autunno degli studenti

L’Unione degli Studenti, ovvero il sindacato studentesco (qualisasi cosa questo termine significhi) ha indetto per il giorno 8 ottobre una manifestazione nazionale di protesta.

Contro chi, cosa o perchè non importa, intanto è la solita fuffa.

Questo ci ricorda però qualcosa di veramente importante: l’autunno sta arrivando. Come ogni anno.

La scuola di Iginia (eccone un’altra)

Il panorama scolastico italiano, con buona pace della Gelmini, si arricchisce di un nuovo personaggio che anela ai suoi 5 minuti di notorietà nazionale.

Probabilmente scartata dalle selezione del Grande Fratello, la dirigente scolastica di Cordignano, tale Iginia Toldo, ha pensato bene di salire agli onori della cronaca impedendo agli alunni di una scuola elementare di partecipare ad una funzione religiosa in occasione del 4 di novembre.

Tutto questo in onore di una non meglio precisata “forma di rispetto” nei confronti di bambini appatenenti ad altre confessioni.

La “forma di rispetto” dovrebbe incece essere applicata dalla nostra Iginia nei confronti della cultura che (presumibilmente) dovrebbe insegnare e difendere. Non si rende conto probabilmente che non è in questo modo che si eviti lo scontro multiculturale, etnico, democratico, panculturale, terzomondista e multireligioso (ma che ho scritto?!?!) ma bensì che lo si alimenti.

E’ ora di dire basta ed è ora di prendere provvedimenti. Io continuo a non vedere la caccia allo straniero in Italia, credo che a nessuno freghi minimamante di che credo sia il nostro vicino di casa. Credo invece che a molti ( e un sondaggio sulla presenza del Crocefisso in aula del Corriere della Sera lo dimostri) interessi che le nostre radici e la nostra cultura vengano difese e preservate.

Ad Iginia, che purtroppo nessuno caccerà a calci dalla scuola, consiglio di provare con le selezioni dell’Isola.

Scuola, non politica.

VELTRONI IN TESTA - In testa al corteo, partito intorno alle 9.30, Walter Veltroni e Guglielmo Epifani. «Il governo ascolti la società e non trasformi questo movimento in un fatto politico» ha detto il leader del Pd (dal Corriere).

Infatti non è un fatto politico. Come indire un referendum abrogativo (facendo spendere milioni di euro per nulla, considerati i risultati delle ultime tornate referendarie) non può essere considerato un fatto politico. Come marciare in compagnia del segretario della CIGL non è un fatto politico….(come non lo era Alitalia, ma questa è un’altra storia).

E’ bello vedere difendere il diritto allo studio, il posto di lavoro, il precariato, la scuola pubblica. Commuove…soprattutto quando sai che il nostro eroe Walter ha comprato l’appartamentino alla figlia per studiare a New York.

Walter, ma perchè ci prendi per il culo?

La scuola della Bollettin

Il decreto Gelmini è legge. Benissimo, adesso bisogna cominciare a ripulire la scuola dai nullafacenti, dai baroni, dai parenti dei baroni e genealogie varie.

Ma nell’attesa, consiglierei di cominciare a Villafranca Padovana dove gli insegnanti della scuola hanno deciso di non mandare gli alunni alla commemorazione del 4 Novembre. Perchè? Perchè le minoranze non si sentano discriminate. Gli insegnanti sono “capitanati” dalla direttrice Maria Grazia Bollettin, sostenitrice evidente del pensiero debole, o più semplicemente debole di pensiero, la quale, scrive il Giornale, alla “festa dello sport” aveva portato tutti i bambini via dalla piazza perchè il parroco aveva iniziato a recitare il Padre Nostro.

Che cosa si può dire di fronte ad un simile comportamento?  Negare la memoria storica e le radici culturali del nostro paese è aberrante. E la signora Bollettin, evidentemente nel nome di un’ideologia e di una immane cazzata che è il “politically correct”, non riesce evidentemente a rendersi conto di che cosa rappresenti per la società il direttore di una scuola. Se seguendo le nostre tradizioni e la nostra cultura nel nostro paese dovessi urtare la sensibilità di qualcuno, beh, cara Bollettin, me ne fregherei allegramente. Il futuro dei nostri figli sarà inevitabilmente in una società multietnica, ma questo non vuol dire disconoscere quello che siamo.

Bimbi in piazza

Dopo aver visto il servizio al TG5 ieri sera, riporto questo articolo solo per dire VERGOGNATEVI!

Costringere i bambini delle elementari a sfilare sotto la pioggia con fischietti e striscioni a protestare contro cose più grandi di loro e di cui non possono comprendere l’effettiva portata, facendone strumento di battaglia politica, è semplicemente vergognoso. E voi insegnanti e genitori avreste il ruolo di educatori?

Vergognatevi.