Articoli marcati con tag ‘Di Pietro’

Cerco casa

Mai mi potrei permettere un appartamento vista Colosseo, anche se fosse per una cifra di 600.000 euro. Se il ministro Scajola ha avuto un “aiutino” per l’acquisto dell’appartamento vista Colosseo, allora deve  dimettersi. E’ tuttavia legittimo che il Ministro si difenda in tutte le sedi e che sopratutto venga considerato innocente fino a prova contraria. I processi si fanno nei Tribunali e non sulla stampa.

Non si smentisce mai il contadino di Montenero di Bisaccia, al secolo Antonio di Pietro, il quale, senza attendere alcuna sentenza, ha già provveduto a presentare una mozione di sfiducia. Meno male che è stato PM e che gli dovrebbe essere abbastanza chiaro quali siano i diritti di un qualsiasi accusato.

Nel frattempo vorrei ricordare che il buon Tonino, con il reddito che dichiara enell’indifferenza generale (chissò poi perchè), mai ha ritenuto opportuno spiegare la provenienza del suo patrimonio immobiliare.

Di Pietro e la CIA

Di Pietro dal suo blog denuncia un’oscura trama: sarebbe stato al soldo della CIA per far cadere la Prima Repubblica.

Impossibile: in quale idioma si sarebbero potuti accordare?

Il lodo De Magistris

Mi auguro che l’inizio d’anno sia stato per tutti un momento felice, foriero di nuove prospettive, cambiamenti e propositi a non ripetere gli errori commessi nell’anno appena trascorso.

Tutto questo sembra non essere accaduto a De Magistris Lugi, che, senza neanche aspettare la Befana,  sul suo blog s’inventa il lodo De Magistris, ovvero l’esilio di Berlusconi alle isole Cayman (suggerisce lui).

Il Nostro è quello dell’inchiesta “Why not”, quella finita nel nulla (come altre da lui condotte), attraverso la quale aveva indagato mezza Italia. Fra gli altri appariva anche un certo Di Pietro Antonio (ops!?), che ad un certo punto sparì misteriosamente dal novero degli indagati. Ora il buon Luigi è europarlamentare, eletto nelle fila dell’IDV. Strabilianti coincidenze sulle quali nessuno si sogna di indagare.

Why not?

Ti accorgi che….

Ti accorgi ad un certo punto che è arrivata la primavera. Ritornano le rondini, le giornate si allungano, rispuntano foglie sugli alberi, il tempo si mette al bello e riponi i maglioni nell’armadio.

Ti accorgi che sono imminenti le elezioni perchè si risveglia il Tribunale di Milano.

Non entro nel merito del processo all’avvocato Mills ma appare alquanto strana la tempistica: poco importa se i magistrati a volte ci mettano mesi, se non anni, a depositare le sentenze, causando la liberazione di delinquenti e mafiosi. Poco importa se rinviano i processi alle calende greche, causando danni incalcolabili sulle vittime di abusi e soprusi. Poco importa hanno un organo di controllo che anche nei casi più eclatanti di negligenza, imperizia, incuria, malversazione, partigianeria e falso non li caccia a calci in culo dalla Magistratura ma li trasferisce. Quando si tratta invece del Cavaliere, e sopratutto in vista di un’importante appuntamento elettorale, ecco che miracolosamente tutto funziona alla perfezione. E mai, dico mai osare sospettare che queste tempistiche siano dettate più dai tempi della politica che non della legge.

A seguito tutto il carrozzone della politica, a cominciaredal Co.Co.Pro. del  PD Franceschini che dichiara: «venga in Parlamento, ma venga a dire: ‘io rinuncio ai privilegi del lodo Alfano e mi sottopongo a un giudizio come tutti i normali cittadini”» Mentre Di Pietro: «Berlusconi è un corruttore giudiziario che si è fatto una legge per non farsi processare, rinunci all’immunità del Lodo Alfano o si dimetta».

Le dichiarazioni di Di Pietro dovrebbero far riflettere. Se non sbaglio si dovrebbe presumere l’innocenza fino a condanna definitiva. Di Pietro ricordo che oltre ad essere un ex-Magistrato e che queste cose dovrebbe conoscerle.

Un’ultima considerazione. L’opposizione sarebbe meglio cambiasse strategie; lo insegna la storia.

De Magistris….why not?

Già, perchè no.

«Lascio un lavoro al quale ho dedicato quindici anni della mia vita e che è stato il mio sogno, come ha detto qualcuno, la missione di questi anni. Ritengo che non mi sia stato consentito di esercitare le funzioni che amavo, in particolare quella di Pubblico Ministero, che mi consentivano di investigare, di accertare i fatti, di fare quello che ho sempre sognato nella mia vita. Sono stato in qualche modo ostacolato in questa attività che non mi è più possibile esercitare da alcuni mesi. Quello che ancora mi inquieta di più, in questo momento storico, è l’attività di delegittimazione, di ostacolo e di attacco nei miei confronti e della mia professione, e nei confronti di tutti coloro che hanno cercato, in questi mesi, in queste settimane, e in questi anni di accertare i fatti»

Beh, la motivazione non poteva che essere questa…. Ma chissà perchè devo sempre pensare male.

«Sono contento del progetto che mi è stato proposto da Antonio Di Pietro e dall’Italia dei Valori e dell’impegno richiestomi dalla società civile. E’ l’impegno della società civile che entra in politica e che, quindi, vuole fare qualcosa di concreto. Un progetto che vorrà mettere le prime fondamenta, le prime basi nelle elezioni europee, ma che di certo punta ad una nuova politica in Italia»

In effetti se ne sentiva il bisogno. Il bisogno di sentire la solita lagna di tutti quelli che improvvisamente sentono dentro di se il sacro fuoco della politica. Tutti a fare qualcosa di concreto, qualcosa di nuovo, di importante e poi, che diamine!, sono gli italiani che lo chiedono.

Mi sento sempre un po’ preso per il culo…..