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Ci siamo arresi

“Se dovessi controllare tutti quelli che ci sono sul treno non arriveremmo più a destinazione. Tre o quattro su dieci sono irregolari, non hanno titoli corretti di viaggio. Fosse per me salirei con il lanciafiamme. Pagano sempre gli stessi”. Queste le parole del capotreno. Scuote la testa. Ed io penso alla Germania, alla Svizzera. Ma forse anche alla Spagna o alla Francia. Nessuno, mai potrebbe fare un simile discorso. Nessun pubblico ufficiale. Ma noi ci siamo arresi. Ci siamo arresi ad una massa di persone che ci sono state imposte, che non siamo stati in grado (o non abbiamo voluto) controllare. Ci siamo arresi ad un’invasione, nel mutismo totale dell’Europa. Loro si, i nostri vicini, sono sempre stati in grado di controllare, intervenendo e punendo. Da noi no. Non ci è consentito perché c’è sempre quello con il distino alzato che ci sgrida e ci ricorda di quanto siamo razzisti. Anche il controllore lo dice. Se controlla i biglietti e trova l’extracomunirario senza biglietto, c’è sempre l’anima bella che dice ‘ma poverino….’. Ecco, allora, pagalo tu il biglietto e la multa. Ma noi ci siamo arresi. E, tranne il salotto buono dei Frecc, (bianca rossa o d’argento che sia), sugli altri treni viaggia chiunque nella quasi certezza dll’impunibilità. D’altra parte siamo noi quelli degli indulti, quelli del perdono. Quelli che, se scoppiano le carceri, non ci vengono in mente alternative che non siano il perdono…o meglio…il fuori tutti. E così, da quattro parole scambiate con un capotreno su di un regionale, si capisce che abbiamo alzato bandiera bianca. Assistiamo muti alla rovina del Paese mentre quattro cialtroni abusivi al Governo continuano a cianciare di ripresa, di legge elettorale. Uscite da dietro le trincee ed alzate le mani, ammettendo voi ed i vostri complici di aver fallito, di non essere in grado. Io penso alla Germania o alla Svizzera, dove nessuno si sognerebbe mai di viaggiare senza biglietto senza subire pesanti conseguenze. Il nostro capotreno scuote la testa e se ne va.