Napolitano e i Giudici

Il mio dirimpettaio in treno legge Repubblica che titola a tutta pagina “Napolitano difende i giudici”. Legittimo e corretto se fossimo in un “paese normale” o in una situazione normale, ma così non è.

Napolitano si indigna per i manifesti apparsi contro i giudici, dove vengono accomunati alle BR. Il paragone è forte ed effettivamente sbagliatoper un motivo: le BR agivano al di fuori della legalità mentre i giudici e la Magistratura dovrebbero rappresentarla.

E mentre Napolitano si indigna, ho tutto il diritto di farlo anch’io ma nei confronti di un ordianmento, o parte di esso, che da anni ha intrapreso una battaglia politica che non gli compete.

Ormai i toni sono ben al di sopra delle righe e se l’indagato per eccellenza, Silvio Berlusconi, ha indubbiamente i suoi torti, dall’alatra non è più tollerabile assistere allo sfacelo della giustizia.

E allora mi indigno.

Mi indigno per una Magistratura irresponsabile e senza colpa, mai.

Mi indigno che ci sia ancora un PM che ha mandato in galera una pover donna che, con figlio e nipote cercava di raggiungere Londra e che invece è stata accusata di tratta di minori.

Mi indigno per una magistratura colabrodo e complice, che consente la pubblicazione su tutti i giornali di conversazioni private di politici che, prima di essere tali, sono anche cittadini. Questo al di la di ogni minima regola di diritto della privacy, estrapolando parti di conversazioni senza che mai si possa avere il quadro completo.

Mi indigno per il denaro, il MIO denaro di contribuente precario, sperperato in intercettazioni che non portano poi al nulla. Per le migliaia di ore e di risorse buttate nel cesso, per finire poi con la prescrizione del reato.

Mi indigno perchè nessuno mai mi dice come viene impiegato il denaro pubblico. Chi e perchè decide di drenare risorse per perseguire ad ogni costo un solo uomo. E nessuno mai mi dice se quei denari si sarebbero potuti utilizzare per altri scopi.

Mi indigno per la durata vergognosa dei processi e per il fatto che se qualcuno propone una qualsiasi riforma, c’è sempre un Palamara che insorge denunciando i “vergognosi attacchi alla magistratura ed alla sua indipendenza”. E si perpetua lo status quo fatto di privilegi e in larga parte di fancazzismo. Senza che nessuno abbia mai la possibilità di cacciare a calci in culo l’incapace ed il menefreghista.

E bisogna poi stupirsi se questa nostra società ha generato un fenomeno come il nostro presidente del Consiglio?

E’ la nostra società che è marcia e che non consente un ricambio. E la politica è il suo specchio con reperti da museo che, dopo 40 anni di attività, sostengono di rappresentare il nuovo, sempre a favore dell’Italia, del cittadino, del suddito.

E riusciamo ancora a sopportare le Rosy Bindi, i Bersani, i Casini, i Rutelli. Gente che non ha mai fatto un minuto di autocritica e che ancora oggi pretendono di fare il bene dell’Italia dopo aver fallito per anni.

Si indigni pure, ed a ragione Presidente, ma non ignori una guerra che non può fare che vittime: i cittadini italiani.