L’addio a Walter

E così il buon Walter ha lasciato. Ho seguito parte del suo discorso di addio, nel quale si è addossato la colpa della disfatta sarda ma anche no. Insomma, il leitmotiv di tutta la sua conduzione del partito democratico, un colpo al cerchio ed uno alla botte. In modo da ondeggiare fra Di Pietro e la Binetti senza mai dare uno straccio di direzione univoca. Insomma I care, we can, youdem.

Non metto in dubbio il fatto che le correnti interne abbiano “dato più di una mano” perchè si giungesse a questa conclusione e le uscite di Bersani, della Bindi, il lavorio neppure troppo sotterraneo di D’Alema non hanno certo contribuito a costruire quell’opposizione di cui il paese ha bisogno.
Penso che l’elettorato che ha creduto nel progetto PD (ex- PDS, ex-Quercia, ex- mi sono dimenticato qualcosa?) abbia fondamentalmente capito che con questo tipo di opposizione sempre in rincorsa, sempre livorosa, sempre “voglio ma non posso”, non si arrivi da nessuna parte.

Sulla crisi totale del PD andrebbe ascoltato quanto detto da Pansa a “La zanzara” di Cruciani a Radio 24 questa sera.