Il nostro Amato

Finalmente una faccia nuova, ci voleva nel panorama politico italiano. Qualcuno che da subito divenisse simbolo della voglia di cambiamento, di rinnovamento. Qualcuno che non fosse compromesso con il passato, che fosse totalmente vergine alle manovre del palazzo, soprattutto in una funzione come quella di consulente sui finanziamenti di partiti e sindacati.

Qualcuno il cui nome ricorda, credo ai più, un piccolo prelievo forzoso retroattivo sui depositi bancari. Una sciocchezza pari al 6 per mille. Che vuoi che sia.

Ebbene il nostro è ovviamente Giuliano Amato. Quello anche della riforma delle pensioni (di tutte tranne la propria).

Ci si chiede se il nostro sarà in grado di portare a termine il duro compito a lui assegnato. Chissà perché ne dubito.