Il Cav e la tratta delle bianche.

Ogni tanto bisogna leggere un po’ di cazzate. Fa bene e ci permette di ritornare sulla terra, di dimenticarsi della crisi economica e del pericolo democrazia in Italia.

Mi chiedo in ogni caso come possa della gente perdere tempo e, immagino, denaro, per occuparsi delle suddette cazzate: io, nel mio piccolo, ci perdo di mio senza scomodare nessun altro.

Lo spunto per queste riflessioni è l’articolo del Corriere sulla presunta frase offensiva che il solito Cav avrebbe rivolto a Sarkozy, ricordandogli che «C’est moi qui t’ai donné ta femme» (io ti ho dato la tua donna). A parte il fatto che il Presidente francese non mi sembri abbia fatto una piega e non sia scoppiato un caso diplomatico fra Italia e Francia, la frase, anche se fosse stata effettivamente pronunciata, cosa che a quanto detto nell’articolo non è così, non mi sembra così offensiva. Ma qualcuno non ha il senso dell’umorismo e ritiene che la POLITICA (non solo con la “P” ma tutta la frase) sia una cosa serissima, anzi, userei più il termine “seriosissima”.

E allora ecco le nostre due eroine del PD (ma và!) tali Anna Paola Concia e Donata Gottardi non trovano di meglio che ricorrere alla Corte Europea di Strasburgo. L’accusa? Offesa ripetuta alla dignità delle donne. Ora, posto il fatto che sembra che Berlusconi abbia pronunciato tutt’altra frase, credo che la ripetuta offese alla dignità della donna siano le suddette Concia e Gottardi che, non curandosi minimamente della veridicità o meno del fatto, partono lancia in resta (non richieste) in difesa dell’intero genere femminile.

Ci si domanda quindi perchè il Pd sia ridotto ai minimi termini anche sotto la guida del massaio Franceschini, più comunemente noto come il “vice-disastro”. E’ questo. Vi prendete troppo sul serio e la gente ne ha pieni i maroni. Scendete fra di noi , vi prego. Il Paese ne ha bisogno (come spesso dite) e la Corte di Strasburgo, forse, ha cose più importanti di cui occuparsi.