I vacanzieri di Copenhagen

Nella mia modesta opinione, non è stato dato sufficiente risalto sui media all’affaire delle email sottratte da hacker dai server della Università di East Anglia, nelle quali illustri scienziati, studiosi del clima e sostenitori della futura catastrofe ambientale, si ritrovano con dati non coerenti con le loro teorie. E allora che si fa? Si pubblicano i risultati? SI dice, “no scusate, ci stiamo un po’ sbagliando e le cose non stanno proprio così come noi ci aspettavamo”?

Ovviamento no e si passa al contrattacco. Quale migliore occasione della confernza di Copenhagen? E dal sito ufficiale del meeting riporto questo intervento di Rajendra Pachauri, nobel per la pace nel 2007 ed insigne scienziato membro del Ipcc. Lascio ad altri il commento; a me sembra un arrampicarsi un po’ sugli specchi dopo che alcuni sono stati beccati con le mani nella marmellata.

Consiglio sempre in questi casi  di leggere un romanzo di Crichton dal titolo “Stato di paura”, che è un po’ quello che tutti i catastrofisti del globo continuano ad instillare, attraverso i media, nel popolo bue. Nascondendo o non confrontandosi con quelli che risultano essere le “voci fuori dal coro”, quelli che sostengono che l’impatto dell’uomo sull’ambiente  non causi quei disastri che ci vogliono fare credere, che il clima è sempre stato soggetto a cambiamenti nei milioni di anni di vita della nostra terra.

Ricordo negli anni ’70 che i “verdi” di allora minacciavano una nuova era glaciale mentre ora si parla di riscaldamento globale. I mutamenti climatici, lo sa qualsiasi idiota sulla faccia della terra, non avvengono nell’arco di 30 anni. Ci vuole un po’ più di tempo.

La verità è probabilmente più materiale  e meno nobile di quella che i vacanzieri di Copenhagen vogliono farci credere. E’ che il clima, la presunta riduzione del livello di CO2 nell’atmosfera, smuove interessi economici enormi.

A conclusione segnalo due interessantissimi post su Marko’s Blog (qui e qui) e, perchè no, il video d’apertura, modello “terrorismo d’accatto”, della conferenza di Copenhagen.