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Ci siamo arresi

“Se dovessi controllare tutti quelli che ci sono sul treno non arriveremmo più a destinazione. Tre o quattro su dieci sono irregolari, non hanno titoli corretti di viaggio. Fosse per me salirei con il lanciafiamme. Pagano sempre gli stessi”. Queste le parole del capotreno. Scuote la testa. Ed io penso alla Germania, alla Svizzera. Ma forse anche alla Spagna o alla Francia. Nessuno, mai potrebbe fare un simile discorso. Nessun pubblico ufficiale. Ma noi ci siamo arresi. Ci siamo arresi ad una massa di persone che ci sono state imposte, che non siamo stati in grado (o non abbiamo voluto) controllare. Ci siamo arresi ad un’invasione, nel mutismo totale dell’Europa. Loro si, i nostri vicini, sono sempre stati in grado di controllare, intervenendo e punendo. Da noi no. Non ci è consentito perché c’è sempre quello con il distino alzato che ci sgrida e ci ricorda di quanto siamo razzisti. Anche il controllore lo dice. Se controlla i biglietti e trova l’extracomunirario senza biglietto, c’è sempre l’anima bella che dice ‘ma poverino….’. Ecco, allora, pagalo tu il biglietto e la multa. Ma noi ci siamo arresi. E, tranne il salotto buono dei Frecc, (bianca rossa o d’argento che sia), sugli altri treni viaggia chiunque nella quasi certezza dll’impunibilità. D’altra parte siamo noi quelli degli indulti, quelli del perdono. Quelli che, se scoppiano le carceri, non ci vengono in mente alternative che non siano il perdono…o meglio…il fuori tutti. E così, da quattro parole scambiate con un capotreno su di un regionale, si capisce che abbiamo alzato bandiera bianca. Assistiamo muti alla rovina del Paese mentre quattro cialtroni abusivi al Governo continuano a cianciare di ripresa, di legge elettorale. Uscite da dietro le trincee ed alzate le mani, ammettendo voi ed i vostri complici di aver fallito, di non essere in grado. Io penso alla Germania o alla Svizzera, dove nessuno si sognerebbe mai di viaggiare senza biglietto senza subire pesanti conseguenze. Il nostro capotreno scuote la testa e se ne va.

L’Italia della ferrovia

La perfetta rappresentazione dell’insipienza, ignoranza, incompetenza, incuranza dell’Italia è gentilmente offerta dalle ferrovie, specialmente quando si tratta di trasportare i pendolari. Da due anni circa faccio anch’io parte della categoria. Di quelli che tutti i mesi garantiscono a Trenord ed al trasporto lombardo (nel mio caso) un’entrata certa. Ma questo non conta. Il treno questa sera è il 2109, tratta Milano Centrale -Verona Porta Nuova, 22 minuti di ritardo (in aumento) e riscaldamento che non funziona. In teoria il mio abbonamento darebbe anche diritto ad un posto in 1a classe….che non c’è. Come non c’è stata ieri sera. Nonostante vengano venduti i biglietti. La comunicazione è inesistente. Abbiamo saputo del ritardo da un app sul cellulare, perché nessuno si sogna minimamente di informare il viaggiatore. Intanto è lui quello che ha bisogno, che deve tornare a casa, che ha gli appuntamenti, che paga. Proteste e reclami non servono a nulla. Scrivi ed il servizio clienti in 10 gg ti risponde pure ma intanto nulla cambia. Un tempo neanche troppo lontano, ogni tanto si vedeva anche qualche controllore. Oggi sono rari, rarissimi. Temo spano entrati nelle specie protette dal WWF. Ma, come dicevo, sono la rappresentazione dell’Italia, o meglio, della parte peggiore. Di quella che sta al comando. Di quella che è riuscita a dilapidare miliardi in consulenze, scelte sbagliate, ruberie, furbizie. Quella che nel pubblico impiego, con la complicità dei sindacati, ha reso il lavoro garanzia intoccabile per tutti. La logica socialista del lavoro e se qualcuno si sbatte più degli altri è guardato con sospetto.

La faccia buona della solidarietà

Andare a Lampedusa è di moda. Persino Barroso c’è andato per qualche ora, accompagnato da Letta e da Alfano, per far vedere la faccia triste dell’Europa. Quella che mostra il cordoglio a chiamata. Ci vuole una tragedia perché qualcuno si alzi, scuota la testa e dica che così non si può andare avanti. Il visino eternamente corrucciato della Boldrini fa da contraltare a quello eternamente attonito della Kyenge. Tutti con la solita litania. Così non può andare avanti, Invece va e continuerà ad andare avanti così. Ci sarà gente che cerca di scappare da una situazione disperata in terre dilaniate dalla guerra, dalla fame e dai soprusi. I cinesi continueranno nella compravendita delle risorse naturali dell’Africa nell’indifferenza e complicità globale. E ci sarà un occidente morente che cercherà di far vedere la sua faccia migliore, il cordoglio peloso, la solidarietà d’accatto a spese di una popolazione che continuerà a subire un’invasione subdola e non voluta. Non si gridi allo scandalo, non si taccino le persone di razzismo. L’Italia nei secoli è stata invasa e gli italiano hanno invaso, sono andati altrove a cercare fortuna e vita migliore. Quindi l’accusa di razzismo ad un popolo che è stato ed ha sempre accolto non regge. E i razzisti siete voi. Voi che credete che basti piegare il labbro, spalancare gli occhioni e spremere la lacrimuccia per farvi sentire diversi, solidali e sinceramente democratici. E continua a non fregarvene niente se, dopo aver fatto la passerella, alle genti che hanno bussato alla nostra porta non offrite un’alternativa se non quella di vivere nei vagoni dismessi, nelle baraccopoli, nelle fabbriche abbandonate. All’elettorato vendete la Bossi-Fini, il reato di clandestinità come la causa di tutte le tragedie umanitarie, la nostra colpa da espiare. Siete falsi ed ipocriti e non offrite soluzioni. E l’Europa? L’Europa non esiste, non è mai esistita e forse non esisterà mai. L’Europa stanzia miliardi per salvare il culo a banche decotte che hanno imbrogliato milioni di persone. E l’Italia fa la sua parte con altrettanti miliardi elargiti a banche rigorosamente di partito, anche se non si può dire. Ma per il problema degli immigrati si guarda nelle pieghe del borsellino e si scuote qualche moneta, nella pretesa, anche questa, che sia la soluzione del problema. Voi avete svolto il vostro compito, gli altri si fottano.

Fabiana e la giustizia giusta.

L’autunno scorso Elisabetta Ballarin si è laureata con 110 e lode. Nessuno probabilmente si ricorda il suo nome, tranne forse quelli che sono stati toccati dalla sua storia. Read the rest of this entry »

Bersani ha perso le elezioni 2013

Qualche riflessione sul risultato deludente del Pd, dopo una tornata elettorale che ha visto l'affermazione del MoVimento di Grillo e del recupero quasi miracoloso del Pdl. Read the rest of this entry »