Piloti e assistenti restano a terra.

I piloti AIrOne sono dei pirla. E non glielo dico io, glielo fa capire Fabio Berti, presidente dei piloti ANPAC. Eggià!!! Pertanto se non si ha voglia di seguire il link e leggere l’articolo cito:

E se qualcuno pensa di fare riferimento al contratto dei piloti di Air One – puntualizza – allora è fuori dalla realtà, è un contratto inaccettabile, uno dei peggiori in Europa.

Da ciò si evince che se hanno accettato il tale contratto sono dei pirla. E, a questo punto mi domando, non è che invece i contratti AirOne sono allineati al mercato e quelli Alitalia siano leggermente più vantaggiosi?

Continuando nella lettura dell’articolo, scopriamo che il trattamento dei piloti Alitalia è inferiore del 30% della media europea. Peccato che poi, paragonando le ore volate con Lufthansa, quest’ultima registra 650 ore medie contro le 560-570 dei piloti di casa nostra.

E’ comunque notizia di ieri che ANPAC e UP hanno abbandonato il tavolo delle trattative. E cito questa volta il Corriere:

«MEGLIO IL TRIBUNALE» - Davanti al Ministero del Lavoro è stato organizzato un sit-in in particolare di assistenti di volo di Alitalia (un’ottantina secondo la polizia), secondo i quali è «meglio Air France o portare i libri in tribunale, non bisogna firmare». Tra l’altro, si parla di mobilità territoriale per cui – secondo quanto hanno spiegato alcuni sindacalisti ai lavoratori – il personale e gli aerei verrebbero spostati dove servono, le retribuzioni sarebbero collegate a quanto si lavora, tutto sarebbe quindi basato sulla produttività.

Insomma, quello che normalmente succede in un’azienda privata. Forse serve un cambio di mentalità.