Notti bianche a scuola

L’importante è difendere lo status quo. Tutto qui.

Che poi la scuola non funzioni, sia inefficiente e costosa poco importa. Bisogna resistere, resistere, resistere. Ovviamente con l’appoggio dei partiti giusti che condannino “l’attacco alla scuola” e le mamme che “sono preoccupate per il futuro dei loro figli”.

A quest’ultime sarebbe forse meglio regalare una copia del rapporto Ocse sullo stato della scuola italiana, giudicata inefficiente, costosa, che non prepara adeguatamente. Se il volume dell’Ocse può risultare troppo ponderoso, allora basta seguire questo link ad un articolo di Repubblica.

La scuola italiana, come tanti altri istituti di interesse pubblico, è stata non solo teatro di scontri ma anche comodo ammortizzatore sociale. Quello che si sbandiera oggi come una conquista, ovvero la presenza di tre o quattro insegnanti nelle scuole primarie, non è stato altro che un modo per sistemare un po’ di persone. E si è arrivati ai rapporti decennali di precariato, con sistemi complicatissimi di graduatorie, facendo intravedere alla fine del tunnel il “POSTO FISSO”. Purtroppo non è poù così, non è più sostenibile. E francamente mi sono anche un po’ rotto di dover pagare tutte le inefficienze.

La riforma Gelmini è solo un modo per liberarsi di un po’ di personale? Doloroso, ma probabilmente è così. Come la Telecom vuole licenziare 5.000 dipendenti. so che non è un paragone perfettamente calzante, ma anche la (ex) azienda di stato dei telefoni arriva oggi alla resa dei conti.

I nostri insegnanti sono pagati male, non sono formati ed aggiornati perchè le risorse disponibili vengono sprecate in mille rivoli. Forse anche in progetti inutili, come ricordava qualche giorno fa un radioascoltatore durante il programma di Cruciani su Radio24. E’ comunque ora che si incominci a operare dei tagli che sono inevitabili, con accorpamento di classi, di istituti, con la defenestrazione degli assenteisti e degli impreparati, toccando anche quei “soloni” che fra incarichi e consulenze non si vedono mai in aula.

Da qualche parte bisogna pur iniziare. E posso capire la frustrazione di tutti quelli che si sono magari dannati l’anima per anni, intravvedendo in fondo l’assunzione a ruolo. E’ stata una bugia e chi ha permesso questo (e sappiamo tutti chi è stato) dovrebbe pagare di persona. Purtroppo non sarà così, anzi continuerà a difendere, come è evidente, la prosecuzione dello stato delle cose.

Ebbene, anche chi non si uniforma al pensiero comune, deve resistere, resistere e resistere. E preoccuparsi del futuro dei prorpi figli se le cose dovessero continuare così.