Miracoli italiani

Oggi, domenica, ho un po’ più di tempo per leggere qua e là i giornali.

Capito per caso su di un articolo di S. Lorenzetto per “Il Giornale”. Si racconta della storia di Giuditta Russo che, da avvocato, ha vinto innumerevoli cause in tribunale senza mai aver dato un solo esame ed essersi laureata.

Questo articolo può aprire un mondo di considerazioni. Appurata la quasi inesistenza di qualsiasi tipo di controllo, quanti eserciatano in Italia una professione senza averne i titoli? E poi, quanto ha valore una laurea nell’esercizio di una professione?

Di tanto in tanto si scoprono medici che esercitano senza mai essersi laureati, e che, nonostante questo, godono della stima dei pazienti. D’altro canto ci sono professionisti certificati che causano danni inenarrabili.

Che cosa va premiato quindi? Una vera e propria predisposizione e passione nei confronti di una determinata professione, anche senza possedere l’imprimatur universitario o, in ogni caso, il suddetto “pezzo di carta”?

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