L’Italia della ferrovia

La perfetta rappresentazione dell’insipienza, ignoranza, incompetenza, incuranza dell’Italia è gentilmente offerta dalle ferrovie, specialmente quando si tratta di trasportare i pendolari.
Da due anni circa faccio anch’io parte della categoria. Di quelli che tutti i mesi garantiscono a Trenord ed al trasporto lombardo (nel mio caso) un’entrata certa. Ma questo non conta.
Il treno questa sera è il 2109, tratta Milano Centrale -Verona Porta Nuova, 22 minuti di ritardo (in aumento) e riscaldamento che non funziona. In teoria il mio abbonamento darebbe anche diritto ad un posto in 1a classe….che non c’è. Come non c’è stata ieri sera. Nonostante vengano venduti i biglietti.
La comunicazione è inesistente. Abbiamo saputo del ritardo da un app sul cellulare, perché nessuno si sogna minimamente di informare il viaggiatore. Intanto è lui quello che ha bisogno, che deve tornare a casa, che ha gli appuntamenti, che paga.
Proteste e reclami non servono a nulla. Scrivi ed il servizio clienti in 10 gg ti risponde pure ma intanto nulla cambia.
Un tempo neanche troppo lontano, ogni tanto si vedeva anche qualche controllore. Oggi sono rari, rarissimi. Temo spano entrati nelle specie protette dal WWF.
Ma, come dicevo, sono la rappresentazione dell’Italia, o meglio, della parte peggiore. Di quella che sta al comando. Di quella che è riuscita a dilapidare miliardi in consulenze, scelte sbagliate, ruberie, furbizie. Quella che nel pubblico impiego, con la complicità dei sindacati, ha reso il lavoro garanzia intoccabile per tutti. La logica socialista del lavoro e se qualcuno si sbatte più degli altri è guardato con sospetto.