L’informazione sciopera

Ieri, 9 luglio 2010 è stato il giorno del Grande Sciopero, soprrattutto quello dell’informazione, dove il Giornalismo (quello con la G maiuscola, ma anche la I, la O, la R ecc.) ha deciso di privare il popolo italiano dell’Informazione (anche questa tutta in maiuscolo, mi raccomando).

Il popolo italiano ne ha sofferto tremendamente, soprattutto nel vedere nei vari TG dei tristi mezzibusti autorizzati dai fantomatici comitati di redazione. Detti mezzibusti non si vedono mai, vengono tirati fuori dalla naftalina solo in queste occasioni, quando le star titolari dei TG non si possono abbassare a leggere il “Comunicato del Comiatato” (lo so, fa un po’ Soviet Supremo…)-

Ieri, 9 luglio 2010 ho comprato il Foglio, si quello di Ferrara, per solidarietà con quelli che non ci prendono per il culo.

Vogliamo parlare dell’Informazione in Italia, quella gossippara, quella dell’“oddio ma che caldo fa” in estate e “ammazza che freddo” in inverno, quella delle 10 domande, quella del taglia cuci & incolla, quella degli amici in Procura, quella dei giallini in prima pagina, quella del logo listato a lutto, insomma, per riassumere, quella guidata dal giornalismo d’accatto. Dobbiamo forse farcene una ragione. Il vero Giornalismo, quello con la G maiuscola , è finito, non c’è più.

Sarà che la comunicazione è più veloce, sarà cha a noi fruitori non frega più niente e che preferiamo conoscere le misure di Belen o come va la storia della Canalis piuttosto che preoccuparci della manovra economica e del nostro futuro. E’ vero, la colpa è anche nostra che abbiamo consentito una simile deriva. Viviamo di slogan e di “sentito dire”, senza approfondire, senza voglia di contradittorio.

E i giornalisti vivono di rendita, sguazzano in questa situazione dove un’intercettazione diventa notizia e l’articolo a corredo, processo. Non importa che poi l’intercettato 5 anni dopo venga assolto dal tribunale. Chissenefrega! Ma vuoi mettere il dirtitto all’informazione (ops, volevo dire INFORMAZIONE)! Quante volte abbiamo visto in prima pagina, e non in ventiseiesima mischiato fra i necrologi, un articolo che dicesse: “ ci scusiamo con XYZ che abbiamo provveduto a sputtanare 3 ani fa e che, alla luce dei fatti e dalle inchieste dei Magistrati, è risultato del tutto estraneo ai fatti per i quali lo avevamo già processato, condannato e fucilato dalle pagine di questo giornale”.

Invece no. Parlano di casta e di cricca quando lo sono loro stessi. Tutti a difendere il fortino. E’ vero che le intercettazioni sono utili, che possono portare elementi fondamentali ai risultati delle indagini, ma lo sono se restano in mano ai magistrati (sui quali andrebbe anche aperta una parentesi, ma dovrei scrivere per i prossimi 3 giorni).

Pertanto, non rompete con la libertà di informazione. Imaparate prima a farla.