I treni di Moretti

Ma se uno si augura il fallimento delle FF.SS., anzi, scusate, Trenitalia che fa molto più figo, deve vergognarsi? Risulta essere anti-italiano?

Prendo spunto da quest’articolo del Corriere e di quello che è successo a me il 6 gennaio scorso, il giorno della Befana.

E’ vero, la giornata non era delle migliori. A Milano nevicava. Parto per Brescia con l’Eurostarcity (Intercity non esiste più, era da sfigati) con il treno 9711 delle 9:05 o almeno, sarei dovuto partire a quell’ora se non avesse avuto 25 minuti di ritardo, che sarebbero diventati 50 all’arrivo. Vabbè, lo capisco…il treno arrivava da Torino, c’era la neve, nessuno se lo poteva aspettare (anche se erano giorni che i meterologi preannunciavano la catatrofe) insomma, per farla breve mi rassegno (brutta abitudine italiana invece di prendere l’AD Moretti e, prima di impalarlo, costringerlo a fargli fare il pendolare per 5 anni su una qualsiasi tratta) e all’arrivo a Brescia mi guardo bene dal chiedere un qualsiasi rimborso per il ritardo. Altri precedenti tentativi erano seguiti con un nulla di fatto.

Il pomeriggio sarei dovuto ripartire con l’EurostarCity (ma non si sente come suona bene, che figata di nome che promette efficenza e puntualità) delle 17:09. Arrivo in stazione con 30 minuti di anticipo, per scoprire che il treno è stato soppresso. Non solo quello, ma tutti gli EurostarCity (quelli fighi per intenderci) in direzione Milano-Torino. Il motivo: avverse condizioni meteo. L’alternativa: treno diretto 2106 delle ore 17:27 che, alle 16:30 veniva già segnalato con 35 minuti di ritardo.

Ora mi chiedo: perchè il Diretto si e l’EurostarCity no? Hanno paura che prenda freddo? Che si rovini la livrea? Che perda la propria figaggine a sguazzare come un comune Diretto sui binari gelati? Fatto sta che il Diretto proveniente da Venezia e diretto a Milano risultava essere l’unica alternativa.

A quel punto, preso atto della situazione, vado in biglietteria per cambiare il mio biglietto, elettronico (dettaglio fondamentale), comprato sul sito www.ferroviedellostato.it. Faccio presente il tutto all’addetta della biglietteria la quale, molto dispiaciuta mi dice di non potermi cambiare il biglietto (come se io l’avessi comprato chessò ad Helsinki) e mi dice che devo comprarne uno nuovo. Ma come…e il futuro che avanza, l’informatizzazione, la semplificazione….per le FF.SS. (che hanno cambiato nome ma sono le stesse di 30 anni fa) non esiste. Bisogna comprare un nuovo biglietto comunque niente paura….. TADAAAAAA…il biglietto acquistato on-line viene rimborsato interamente chiamando il numero del servizio clienti, l’892021. Ma non il giorno dopo, no…immediatamete, altrimenti nisba. Questo a detta della tipa della biglietteria.

Se dovesse capitarvi non fatelo MAI da telefono cellulare ma usate una cabina….già, non ce ne sono più. Beh, anadate a casa di qualcuno e pagategli il disturbo; è più conveniente. Il costo è di 15,5 cent alla risposta e di 1, 26 euro (si, un euro e ventisei centesimi) al minuto di conversazione. Una rapina. Considerando che in 1 minuto l’addetto non capisce neanche chi siate e perchè diavolo vi sia saltato in mente di chiamare il servizio clienti di Trenitalia. Ad ogno modo alla terza telefonata, dopo aver prosciugato il credito telefonico, vengo a scoprire che:

  • per i primi due operatori ho diritto al rimborso integrale del biglietto
  • per il terzo, ed ultimo operatore, e la sua capoturno no, perchè per “avverse condizioni meteo” non si ha diritto al rimborso

Sorvolo sulla telefonata surreale con l’ultimo operatore e la sua capoturno ma io mi chiedo….ma perchè devono continuare a prenderci per il culo. Ti invitano a fare il biglietto elettronico e poi, per una semplice sostituzione si blocca il sistema. Tutti hanno informazioni parziali, non sanno, non conoscono (vedi la tipa della biglietteria ed quelli del servizio clienti). Fanno l’Alta Velocità e con un po’ di neve si blocca tutto. Ma in Francia, Germania, Belgio, Austria insomma, in tutti i paesi del Nord Europa, dove nevica molto di più che da noi secondo l’AD Moretti si blocca tutto? Senza parlare poi del fatto che, nonostante le propagande delle ferrovie, i pendolari, che sono una ricchezza per la società, sono sempre trattati come l’ultima ruota del carro. Ho amici che viaggiano su carrozze sempre strapiene, sporche e, scusate l’espressione, regolarmente in ritardo. E il diretto che mi ha portato a Milano, come poteva essere?

Insomma, è inutile riempirsi la bocca con nomi da fighi, con sparate su servizi che non esistono, con statistiche su record di puntualità quando tutti noi prendiamo (ahinoi) treni e possiamo verificare sui tabelloni la realtà. La fortuna che questi signori hanno è di operare in regime di monopolio. Con questi standard, in un sistema concorrenziale, potrebbero probabilmente giocare con i trenini.