I nostri ragazzi

Cordoglio per i sei ragazzi caduti a Kabul,  impegnati per dare un nuovo futuro ad una popolazione che da anni sta soffrendo la prepotenza e la prevaricazione di pochi. Questi, o meglio, i loro capi, nel nome di una religione, non vogliono altro che usa cosa: il potere ed il controllo.

Spero che i soliti idioti sui muri o sui blog non esultino per questa tragedia, Scritte come 10,100, 1000 Nassirya non si possono e non si devono né dimenticare né perdonare. E poi mi chiedo: ma se si sentono così vicini ai “gloriosi” combattenti Talebani, perché non si uniscono alle loro sui monti al confine  col Pakistan? La risposta è fin troppo scontata….