Giustizia cinofila

Si approvano pacchetti sicurezza, si costituiscono nuclei di poliza antimostro, antistupro, antiracket, antiprostituzione, si invocano le ronde che non devono essere chiamate ronde (chissà poi perchè….),  si indaga con le più moderne e sofisticate tecnologie con i RIS di Parma (forse qualche ripetizione da CSI non ci starebbe male), si discute della riforma della giustizia e tutti, ma proprio tutti, terminano indefessamente ed invariabilmente con il fatidico mantra: la certezza della pena!

E tutti i politici, giornalisti, avvocati, giuristi, ma soprattutto cittadini ne parlano, la invocano e, giustamente la pretendono.

Poi ti arriva il Giudice, o meglio, la Giudice di Viterbo che appassionata cinofila non può consentire che un pluripregiudicato stia in galera altrimenti il suo cane ne verrebbe a morire. E lo spedisce ai domiciliari. E allora la prossima volta avremo chessò un gatto, una cocorita, un pesce arcobaleno, un ornitorinco. Insomma, in periodi di allarmi sociali, una cosa chiedono i cittadini: che chi delinque stia in galera. Non allo zoo.