Garullo – Ottocento e l’arte giusta

In Italia è molto facile ottenere la patente di “artista”: basta essere dalla parte giusta, frequentare gli ambienti giusti e soprattutto avere avversari giusti.

Dopodiché si apre un mondo assolutamente fantastico nel quale riconoscimenti e, in molti casi, sovvenzioni non mancano. Non esiste merito o mercato: esiste solo la parte politica giusta.

La ‘Kultura’ ci è costata un sacco di soldi. Sussidi elargiti a cialtroni più o meno famosi che con ricche sovvenzioni statali sono stati in grado di farsi produrre film che, osannati dalla critica giusta, hanno visto presentarsi al botteghino 26 persone. Probabilmente i parenti più stretti e qualche “impegnato” (conditio sine qua non).

Vale la pena ricordare un pezzo del miglior Villaggio all’ennesima proiezione della famigerata ‘Corazzata Potëmikin’ per rendere perfettamente il senso di quello che voglio dire.

In questo filone si collocano probabilmente Antonio Garullo e Mario Ottocento. Ammetto la mia ignoranza artistica e confesso che non mi viene assolutamente in mente alcuna opera memorabile dei due. Cerco di documentarmi (anche se non me ne frega un beato) e cerco su google. Si sa, il motore di ricerca indicizza tutto senza distinguere le cose meritevoli e le ciofeche. Ed il mio tentativo non è vano e, per il bene dell’umanità, condivido questo link.

Vorrei che si soffermasse l’attenzione sulle opere fuori concorso, soprattutto quell con Audrey Hapburn.

Ma l’ultima fatica dei due risulta essere “il sogno degli italiani”, reperibile sempre via google, che raffigura Berlusconi morto. Mi domando come si possa definire ‘arte’ una simile espressione di cattivo gusto, di cialtroneria e, soprattutto, di evidente piaggeria e servilismo nei confronti degli ambienti giusti di cui sopra.

Mi devo però sinceramente pentire di una cosa: aver aggiunto i loro nomi all’indicizzazione di google.