Forza Villari

Leggo un articolo di Vittorio Sgarbi sul Giornale e non posso che sottoscriverlo in pieno.

La figuraccia del Pd / Italia dei Valori mi sembra veramente enorme, con Veltroni che, nel tentativo di domare Di Pietro, non riuscendoci non avendo il carattere per farlo, si è ritrovato con il cerino in mano.

La democrazia conta poco se Veltroni scompostamente grida che Villari è un usurpatore e che i nuovi accordi con l’Idv e con il Pdl vengono «prima della sacrosanta esigenza istituzionale di garantire il funzionamento della Vigilanza» (V. Sgarbi)

Ecco, questo è Veltroni. Il segretario del partito che si definisce “democratico”.

Villari è stato oggetto di insinuazioni e di offese, di ironie e di minacce. Francesco Merlo, ineffabile, ha scritto: «Tutti capiscono, infatti, che Villari non si dimette perché è un topo che da tutta la vita aspetta un pezzo di formaggio». E, infatti, proprio Merlo quando non ha avuto il formaggio nella direzione del Corriere della Sera si è dimesso dal giornale per passare a Repubblica. Ma Merlo non è contento e insiste, oltre ogni limite, scrivendo: «La sua utopia politica è la moglie ubriaca e la botte piena… Nel mondo dei Villari i cristiani passavano all’islam in cambio di un lavoro nelle navi pirata e gli ebrei diventavano cattolici solo per il piacere di inquisire gli ex compagni di fede… Villari può esercitarsi nel finto tradimento, nel bitradimento e nel tradimento del tradimento» (V. Sgarbi)

Complimenti anche a Francesco Merlo.