Finanza made in Italy

San Raffaele, Risanamento, Maugeri ed ora la galassia Ligresti (Premafin, ImCo, Sinergia ecc.) sono solo alcuni degli ultimi scandali finanziari che sono saliti agli onori delle cronache negli ultimi tempi.

Sui media televisivi, soprattutto la vicenda legata alle società di Ligresti, non ha avuto a mio avviso, l’evidenza che meriterebbe.

Un articolo del Sole 24 Ore denuncia chiaramente l’utilizzo che l’immobiliarista di Paternò faceva delle sue Società e del flusso di denaro che, come sospettano i magistrati, serviva a finanziare le operazioni immobiliari (ma i maligni dicono anche i capricci della famiglia). Intanto le speculazioni azzardate e la presunta distrazione di centinaia di milioni di Euro ha messo in ginocchio una delle realtà assicurative primarie del mercato italiano: il gruppo Fondiaria-SAI, con la regia delle banche creditrici, è oggetto di una mega fusione con Unipol Assicurazioni.

Non voglio riassumere qui tutta la vicenda anche perchè piuttosto complessa ed a tratti anche abbastanza oscura. Il web è pieno di riferimenti e trovare le informazioni, per chi fosse ineteressato, non è difficile.

Mi chiedo comunque come una società quotata in borsa e soggetta (teoricamente) a severi controlli, vedi Consob o ISVAP tanto per fare due nomi, si trovi oggigiorno tecnicamente fallita )anche se sembra uno scanalo dirlo), che necessiti di una ricapitalizzazione di 1,1 milirdi di euro e che nessuno si sia accorto negli anni del fiume di denaro uscito dalle proprie casse. O meglio, se ne sono accorti probabilemente tutti ma probabilmente faceva comodo così.

Ed adesso si sveglia il tribunale fallimetare che chiede il fallimento di due delle Società del gruppo Ligresti, Im.Co e Sinergia. Altrettanto dovrebbe fare con SAI-Fondiaria anche se tale mossa avrebbe probabilmente un effetto devastante sul mercato assicurativo. Ed ecco che allora spunta la crocerossina UNIPOL in soccorso del malto grave (veramente già deceduto, ma non si deve dire). Unipol chiamata a giocare da sola (!!) in combutta con Mediobanca (maggiore azionista di Mediobanca), UniCredit e altre banche che negli anni hanno amorevolmente profuso soldi nell’affare Fondiaria. NB: anche le banche non si sono accorte di niente.

Quindi, in un Paese dove fare il tesoriere di un partito ti permette di sottrarre al medesimo milioni di euro senza che nessuno faccia un plissè, ci si deve stupire forse che una società, che fra l’altro da lavoro a migliaia di persone, venga “asciugata dal di dentro” nella generale sbadataggine?

Ma alla fine…..secondo voi…..chi pagherà?