Fabiana e la giustizia giusta.

L’autunno scorso Elisabetta Ballarin si è laureata con 110 e lode. Nessuno probabilmente si ricorda il suo nome, tranne forse quelli che sono stati toccati dalla sua storia.

Lei è stata una dei componenti delle “Bestie di Satana”, coinvolta nell’omicidio di Mariangela Pezzotta, è stata condannata a 22 anni di galera. All’epoca aveva 18 anni ed adesso chiede la grazia a Napolitano, “raccomandata” dal sindaco di Brescia Paroli.  Si dice sia cambiata, sia maturata, abbia compreso gli errori del passato.

Perchè parlare di Elisabetta Ballarin?  Oppure di Ambra, Veronica e Michela che nel 2000 uccisero Suor Mainetti ed oggi sono tutte libere?

Perche nel week end scorso è avvenuto uno dei fatti di cronaca più atroci (non si dice sempre così?) degli ultimi anni. Un diciassettenne ha accoltellato la sua (presunta?) fidanzata sedicenne, l’ha cosparsa di benzina e, ancora da viva, le ha dato fuoco. Una morte atroce che provoca orrore e raccapriccio e voglia di giustizia sommaria. Il ragazzo, ancora minorenne, è protetto dall’anonimato ma nel paese di Corigliano Calabro lo conoscevano, così dicono le cronache, come un tipo irrequieto e violento.

Nei prossimi giorni sapremo tutto. Ritroveremo la notizia nei giornali, le telecamere invaderanno Corigliano a caccia di testimoni, di rivelazioni, di indiscrezioni (Sarah Scazzi insegna). Ci faranno rivivere l’orrore minuto per minuto. Asssiteremo alla fiaccolata contro la violenza e contro il femminicidio. Crescerà l’indignazione, veranno interrogati  “esperti” che, scuotendo la testa, lanceranno anatemi contro la società, la famiglia, la scuola, il governo, le multinazionali.

Poi le telecamere migreranno verso un’altra storia, un altro paese. Di tanto in tanto un aggiornamento, relegato in 6 pagina, finoa a quando non arriverà il processo. Forse ripunterà qualche altra telecamenra e si riproporranno le immagini della “povera ragazza”. I giudici valuteranno e giudicheranno, ci sarà sentenza esemplare di primo grado, nel secondo si verdrà. Per farla breve (fra 10 anni?) la buona condotta, il pentimento, il cambio di vita, l’ammissione delgi errori. Una notizia in cronaca comunicherà la semilibertà e poi la scarcerazione, facendoci credere in una giustizia giusta che redime con lo sconto.

Della ragazza e della vita negata a 16 anni rimarrà il dolore della famiglia che, invano, pretenderà una risposta.